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日志


4月30日

La voce del padrone

Verso queste mani
d'organica consistenza
avverto fluire
l'invisibile pensiero.                      scende lungo nervature,
                                                        attraversando quella gola
                                                        che saprebbe farne suono.
 
Dalle spalle,
oltre queste esili braccia,
esso culmina
in stanche dita accigliate.            In sintonia scendono a colpire
                                                       i moderni segni della scrittura che
                                                       uomo creo per comunicare
                                                       con se stesso.
 
La mente cosi prende forma
A migliaia di distanze possibili.
A migliaia di occhi oscuri
attraverso vetri
che non sanno trasparire              Senza identita, del tutto e del niente
                                                       sono l'arrogante manifestazione
                                                       dei tempi in cui viviamo:
 
La mia mente e la mia anima senza filtro,
con una pubblicità nel mezzo...
4月29日

Punti d'incontro mancati

...Che oggi sia per te
Una giornata migliore della precedente...
 
 
 
4月27日

Abbandonata alla sorte

Lancio questa bottiglia nell'etere
 
che il contenuto non sia però un inganno.
Trasparente e apparentemente insignificante
racchiusa in essa è l'ispirazione
il mio respiro l'accompagna.
 
Raccogliendola non saprai d'esserne raggiunta
perchè vi ho riposto la leggerezza e l'esilita
con cui tale proposito fu concepito
 
e' piu che destinazione
è cura: fragile, sublime, discreta
che porgo... e non sa d'esser ricevuta
4月26日

Ragionamento

...
??
!?
??
.....
No
 
 
 
 
 
!
4月25日

Se in un tramonto affumicato di meta settimana.

Io me ne staro li
quieto,
accucciato,
nascosto dietro
quella bassa e folta siepe.
 
Non sarò forse visibile
ma se lo vorrai
saprai dove trovarmi
4月24日

Mastro Lindo

Scoprirsi sorridenti,

asciugando stoviglie

Ai primi albori del giorno.

 

Dopo breve riposo

sulla strada verso casa

ringrazio per esserci stato

 

per esserci stato...

4月22日

Anomalia sistemica

Attraverso quella cruna d’ago passai. Semplicemente passai.

Dovetti abbandonare ogni abito, ogni ingombro e questa mancanza di dettaglio ora mi frustra.

L’attenzione al particolare distingue il variegato, dal semplice accumulo illogico di colori.

Esattamente i particolari, quelli cui tanto sono legato, non c’erano.

Mente perversa questa. Che sa inebriarsi e inibirsi allo stesso tempo. Con solo scrutare di segni, come fossero semi di caffe in fondo a una tazza troppo profonda per concedere lettura inequivocabile. Con solo assecondare aspettative autocostruite sul rimbalzare di informazioni cerebrali.

Bello, delizioso, divertente certo. Ne ho goduto e ne ho riso.

Ma c’è un cosi di troppo da togliere da qui e un non proprio da aggiungere in ogni frase.

4月21日

Biforcazioni

La capacità di dubitare di ciò che fronteggio ogni giorno nel mondo reale a volte ha il fascino scomposto della ricerca della verità, a volte l'aspro sapore dell'insicurezza.

 

4月20日

Senza patria

 
00.16 del 20 aprile 2006
 
Ufficialmente non ho piu nome, ne' nazionalità, ne' comune di residenza.
La mia carta d'identità è appena scaduta.
Lo so da almeno un mese e sono tuttavia riuscito ad andare oltre i termini.
 
Il mio stato di anima errante ringrazia.
La mia razionalità mi volta le spalle con sdegno.
Colpevole.
Ancora una volta.
 
 
 
 
 
...Interessante il concetto di un'identità con data di scadenza...

Coraggiosa fame.

...e cosi seppi saperti viva.
Illuminata e vibrante di coriacea luce inattaccabile.
cosa fosse non ebbi privilegio di sapere:
semplice esperienza, felice preludio
alla scoperta d'altre facce d'uno stesso prisma
 
So saperti viva ora.
So saperti d'occhi e di mani.
 
Nel divenire sarà ancor piu lieto scoprirne il percorso.
Dove esso saprà portare questa mente
trascinata da buoi fantastici
Incidendo solchi indelebili o umili tessiture svanite nel vento
4月19日

Pensiero disinvolto

Ad ascoltare i telegiornali in questo periodo,
dire che al tavolo di un cinese si possano
trovare sorrisi, serenità, lievi momenti e spensieratezza
potrebbe sembrare un paradosso.
 
Invece avviene e poco importa
se in tali istanti
ti raggiungano anche
suadenti colonne sonore 
e caramelle di cui gia sono schiavo.
 
...come d'inaspettata sorte
Adoro sorprendirmi di semplice vissuto...
 
Grazie a voi...
Ch'eravate...
 
 
4月18日

Materia grigia

Svito il cervello dalla scatola cranica e lo appoggio qui,
sul comodino alla mia sinistra.
Lo osservo con sguardo perso compiere le sue capovolte notturne
attivare i neuroni e contrarre la corteccia.
Sarei portato a credere che in questa fase di giornata,
appena prima della disconnessione dal conscio,
i suoi emisferi arrivino a viaggiare sulla stessa linea, a sincronizzare
un ticchettare di pensieri la cui unione possa prendere il sopravvento su di me,
chiudendo cio con cui lo guardo e ponendo fine a domande che al risveglio non
avrenno necessità di risposta.
Essi invece confliggono: cercano la prevalenza reciproca.
La ragione fermenta su ogni cosa provenga dalla sua sognante controparte.
Qualunque cosa arrivi, sia essa genio o stupidità, ella analizza,
scompone, si interroga sul perchè, sul come e soprattutto sul se...
A questa parola la vedo rimandare al mittente l'informazione rielaborata che
nuovamente tornera carica di piu pesanti suggestioni e spoglia di risposte.
Cosi il mio cervello si combatte...
In eterno conflitto con se stesso cerca fiducia e conforto nelle ore d'oblio a seguire
Proiezioni di volonta lo accompagneranno a brusca riaccelerazione al risveglio.
 
Ti svito mio cervello e ti appoggio qui su questo comodino
Il mio corpo necessita riposo.
Ti svito e dimentico che queste parole sono le tue.
 
 
4月17日

L.

Scheggia di diamante caduta come pioggia da sorgente indefinita
 
4月16日

London, part four. Last one

Ti restituisce la borsa e ci sorride ancora mentre ci allontaniamo verso la zona d’imbarco.

A Stansted il percorso dal punto di perquisizione alle porte d’imbarco è piuttosto lungo: si passa attraverso una serie di negozi (come sempre), un ampio spazio ristoro, un lungo corridoio e altri negozi.

Lungo quel corridoio si possono trovare diversi internet point e dato l’anticipo che abbiamo, possiamo fermarci un istante… “chissà cosa dicono sul forum dei concerti di queste sere”.

 Tu vuoi prima controllare le email pero; provi allora ad accedere ma non funziona la tua password. Al terzo tentativo si apre la pagina, ma questa volta non si riesce a leggere ciò che ti interessa… Mentre ripeti invano cercando una soluzione il mio sguardo si perde su ogni singola cosa mi capiti di incrociare. La mia mente è sempre più sintonizzata su quello che sto per perdere… di nuovo… senza che possa influenzare questa cosa, senza che possa trattenere te e la mia felicità.

Tutto era gia scritto, saremmo stati insieme, avrei vissuto momenti che resteranno tatuati sul mio corpo, sarebbe arrivato l’istante del ritorno, sarei stato su questa sedia con gli occhi persi verso l’aereo più vicino alla finestra da cui sto guardando…

 

Alla fine riesci a legger questa email ma il tempo concesso dal pound investito a questo internet point risulta essere molto meno di quanto ci saremmo aspettati…

In altri frangenti potrei darmi dell’idiota per non aver quantomeno considerato un minimo di gestione di tale tempo, ma in questo caso è certamente l’ultima delle cose che possa impensierirmi.

E’ anzi un sospiro di sollievo quello che nasce spontaneo nella mia gola non vedendoti oltre distratta da ciò che non sono io in queste ultime ore.

 

Tendo all’imbarazzante disperazione, sebbene il mio corpo non comunichi più di un insolito disorientamento…

Da quel computer al porta d’imbraco ci separa un altro corridoio, vetrato, a doppia altezza sulla sinistra e con altri corridoi che portano a dei servizi sulla destra.

Lungo questo percorso, il battito dei tuoi stivali sul pavimento diventa il ritmo del mio sangue e l’orologio che scandisce il tempo che ci rimane.

Hai bisogno del bagno e ti aspetto accanto a una ringhiera d’acciaio freddissima al tatto.

Mentre ti attendo, mi sfilano uno dopo l’altro, in rapida successione tutti i passeggeri che con ogni probabilità occuperanno il nostro volo. Qualcuno di corsa (viaggia per lavoro sicuramente) qualcuno piu lentamente (una famiglia con un sacco di bagagli a mano).

 

E’ questo l’istante in cui si rompe qualcosa.

Come quando ribattendo un muro piu volte con pesanti colpi esso è in grado di reggere senza dare segni di cedimento ai primi urti in attesa di quel fendente determinante che provoca la crepa facendo scheggiare via i  primi pezzi e segnandone il destino cosi queste persone che mi passano davanti spezzano per la prima volta la mia integrità creando quella crepa e segnando la mia sorte.

Una delle immagini in movimento che piu mi trascineranno via…

 

Torni e con sforzo sovrumano abbozzo un sorriso che possa dire “pronta?...andiamo?”

Ti passo il trolley e ci fermiamo solo per risederci sulla sedie in zona imbarco dove tutti sono gia in fila, in piedi tranne noi. Stando qui c’è il rischio di non averti al fianco sull’aereo ma ormai la fila è completa, saliremmo comunque per ultimi…

Ascoltiamo un po’ di crowes con un auricolare a testa dal tuo lettore mp3.

So che è molto pericoloso perché in questo stato non so cosa potrebbero provocarmi ma accetto la sfida e sorprendentemente mi trovano senza sconvolgermi. Riesco perfino a cantare “cursed” bisbigliando e la cosa ti piace. Un momento di serenità in cui dimentico perché siamo qui e dove stiamo andando.

 

Incominciano a imbarcare e mentre ci alziamo, un figura nota ci viene incontro. A. è sul nostro stesso volo e nemmeno lui è gia in fila, sale praticamente insieme a noi…

Mostro un molto meno ostentato sorriso del precedente e lo saluto. Non ho niente contro di lui, anzi.

Ma ora, in questo momento non ti voglio qui, vattene, sparisci, vaporizza in una nuvola di fumo e abbandona l’istante che sei venuto a rubarmi. Non ti appartiene, non è scritto che tu ora sia qui con noi, che io debba anche curarmi di te e debba dividere il nostro viaggio con te.

Non sei di questo luogo come l’ho pensato, non sei di questo tempo che voglio mi sia riservato, sparisci da dove sei venuto, non avremmo nemmeno dovuto incontrarti…

Scendiamo le scale che portano all’esterno e il nostro aereo è a poco piu di cento metri da percorrere a piedi. Mentre parli con Lei poco dietro di me ho probabilmente lo sguardo piu contrariato del pianeta. Un misto di tristezza, rassegnazione, rabbia e astio che si annidano nei miei lineamenti, se mi girassi probabilmente saprei trapassarti con ferocia inaudita.

Ma prima che prenda una decisione sei gia oltre noi di una decina di metri.

Sulla prima scaletta d’accesso all’aereo c’è fila e sebbene stessi valutando di prendere quella in coda, quando realizzo che sei gia proiettato verso quella scelta e sei oltre la prima possibilità, io continuo diritto, mi accodo e la quiete torna a rilassare il mio viso. Siamo di nuovo soli e la soluzione si è presentata da sola…

 

La crepa si fa più larga quando entrando nella fusoliera la hostess mi sorride. Non sono e non saro  piu in contatto con terra inglese che in questi giorni mi ha dato cosi tante gioie.

 

Due posti centrali vicini sulla stessa riga ma separati dal corridoio sono il meglio che riusciamo a trovare. Va bene lo stesso; qualche problema nel sistemare il bagaglio a mano e alla fine siamo seduti entrambe con cintura allacciata.

 

Sento scricchiolare…sento più che scricchiolare dentro di me. Sono agitato maledizione.

Questo dannato aereo comincia a muoversi

Sono molto piu agitato del consentito, non riesco a parlarti ne a guardarti anche se con la coda del mio occhio sinistro scorgo te mentre lo fai con l’aria preoccupata e premurosa di chi sa di non poter fare niente di piu... mi piace.

Sebbene non sia forse legittimo sperare che tu assista in tempo reale al mio cuore e alla mia felicità andare in frantumi con fragorosa ma soffocata dall’orgoglio implosione sotto i tuoi occhi in questo caso impotenti, mi auguro che cio avvenga.

Perché non appena questa dannata baracca con ali che abbatterei con le unghie incomincia a muoversi è chiaro come il sole cosa non saprò contenere.

Si spengono le luci per la fase del decollo e questo piccolo nascondiglio è forse la cosa migliore che potesse accadere ora. I miei occhi si ingrossano e non posso tenere ferma la testa. Mi agito sento la mia anima restare a terra mentre qui sto proprio per prendere il volo. Nelle mie immagini non sei alla mia sinistra. Sei ancora in terra inglese e forse ti sto abbandonando piu ora di quanto non faro a breve…

Acceleri stramaledetto aereo, acceleri sempre piu fottutissimo aereo di cartapesta.

 

Mi vedi, lo so. Mentre mi esce dall’occhio sinistro e subito l’asciugo con la mano. Mordo prima la lingua quasi a tranciarla in due per annegare il dolore spirituale con quello fisico. Mordo il mio indice sinistro fino a incidermi la carne della voglia che ancora ho di te.

Guarda quello che lasci in disparte,

Guarda l’unica cosa che so essere grande tra cio che possiedo,

Guarda smembrarsi il mio sogno di me e di te insieme.

Guarda in cosa sei in grado di ridurre un uomo.

Guarda un soldato cosciente di perdere la propria battaglia scagliarsi contro linee nemiche e trafitto da molteplici colpi ancora si sorregge, avanza in piedi con animo forte prima di cadere corrotto dal suo dolore.

Ascolta il muto urlo straziante con cui farei esplodere ogni singolo finestrino di questa baracca

Ascolta e guarda la migliore dichiarazione d’amore che abbia mai fatto a una donna in vita mia.

Alcun bisogno di parole per farlo,alcun bisogno di lettere per farlo, alcun bisogno di interpretazione per farlo. Sono qui alla tua destra. Sono io stesso, in questo istante, la mia dichiarazione.

 

[Mentre questo macchina del tempo si leva in volo]

 

Guardami ancora e conoscerai l’amore che è per te, la dedizione che ho per te, tutto il prezzo che pago per poterlo quantomeno tenere mio, il dolore che significhi dover conoscere di lasciarti ad altre braccia che non sono le mie questa notte. Sono l’anima furente d’angelo perdente il paradiso, la lacerante interpretazione del carnale me stesso.

 

L’oscurita ha celato e amplificato uno dei momenti piu incontenibili che il mio corpo abbia subito.

Il mio compagno di viaggio alla mia destra per fortuna è in pieno coma farmacologico e non è minimamente in grado di tenere occhi aperti e rendersi conto di nulla.

 

Nel viaggio ho altri momenti di autogestione dei miei organi sebbene mi impieghi in ogni sorta di distrazione consentitami. Meno la musica che continui a offrirmi non capendo che non voglio non ascoltarla per lasciarla a te ma perché….

Sistemiamo i conti. Il mio stato di precarie funzioni cerebrali mi è palese quando davanti al foglio con le cifre non riesco a venire a capo di quanti soldi abbiamo speso…

 

Atterriamo. Sbarco e lanciando un’ultima occhiata d’astio nei confronti dell’astronave che mi ha riportato con scontro frontale sulla terra saliamo sul pulmino che ci riporta in aeroporto.

Da li al parcheggio è solo tragitto grigio che non ricordero.

In auto mettiamo le registrazioni dei concerti che non suonano male ma nemmeno benissimo.

Spero sia solo lo stereo dell’auto. Parliamo un po e mi sembra di aver ormai accettato quanto sta accadendo. Era davvero quel decollo il nostro ennesimo addio. Non lo sara tra poco, in auto.

Mi ha colto di sorpresa e seppur doloroso, è stato fantastico.

La vita nel mio midollo. Sono ancora capace di farlo. Sono ancora capace d’amarti.

Sotto il tuo palazzo un paio di sguardi con un pizzico di disagio. Devo lasciarti.

Qualche parola. I grazie.

L’abbraccio che avevo immaginato c’è ma è meno potente di quanto avrei pensato.

Ho lasciato la mia sensibilità su quella pista di stansted. Era a piedi e dopo il decollo non sono piu riuscito a tirarmela dietro.

Ti guado girare oltre il muro interno dell’ingresso, attraverso la porta di vetro.

Non sei piu per i miei occhi, avvio la macchina, e mi dirigo verso la 36

La strada no ha sapore, io non ho colore: rimangono i crowes negli altoparlanti e piu o meno 50 chilometri da percorrere pensandoti ancora su questo sedile.

 

Sono semplice macchia incolore che percorre la sua via spogliato di un perché…

4月15日

Fuori dall'uscio

Momento di tristezza.
Voleva solo offrirmi del bene, voleva darmi se stessa e dedicarsi a me.
Non v'era alcun male nelle sue intenzioni. Tutt'altro. Il mio bene e il suo ella volea.
 
Non l'ho accettata. Non le ho permesso di avvicinarsi questa volta, l'ho lasciata distante da me, pur nella vicinanza e non sono stato capace di spiegarne il motivo. Le ho chiuso una porta che voleva varcare solo per donarsi e starmi vicino. Gliel'ho chiusa ed ora ne avverto il senso di colpa.
Nessuno ha fatto qualcosa di sbagliato. Se l'avessi fatta entrare avrei un non lontano giorno dovuto rimandarla fuori, quando temo avrebbe potuto essersi abituata...
Io mi sento infinitamente in colpa, lei si sente ferita e in collera forse.
 
Perdonami,
Non sarei stato capace di darti quello che cerchi...
 
 
 
 
 

Volere

Prendimi questa notte,
Rendici completi nella tua passione d'amante .
Raccogli l'impeto e l'ardore che insieme abbiamo costruito.
Fanne brandelli da riassestare per il piacere di conoscere ogni angolo rimasto oscuro da pallida luce.
Trascinerò il tuo corpo lungo i campi scoscesi della perdizione,
in fiamme di scontri carnali e lampi di voluttuose contorsioni.
Il tuo corpo mi appartiene cosi come non sono oltre il padrone del mio.
Attraverso le tue mani guidero l'estasi furente dei sensi.
Nella pace, le anime giacenti raggiungeranno la sola entità
4月14日

Assestamento

Quanto mi manca la tua voce intrisa d'incenso...
Non lo saprei dire.
Abbi pietà della mia assenza. Il tempo che ti dedicai non fu comunque inferiore ai giorni in cui t'incontrai,
sei vivida presenza nella mia mente e nei miei sogni.
Qualcosa che ha poi dato il suo frutto mi ha privato della nostra vicinanza. Ora saro io ad attendere...
ad aspettare e rincorrere passione nei luoghi in cui siamo abituali inseguitori di noi stessi.
4月10日

Sulla linea

Interscambi di materia sublime questa notte.
4月9日

Vivimi

Ululando alla luna,
aspetto di incontrarti,
sotto cieli di luce pallida da imprigionare
e tenere ben salda.
 
Bramo l'intensità.
 
La tua vicinanza
in una scatola chiusa
da aprire trattenendo sorrisi
conoscendone il contenuto.